NUROFEN SCIROPPO ARANCIA 100 MG BAMBINI
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NUROFEN SCIROPPO ARANCIA 100 MG BAMBINI

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Antinfiammatorio a base di ibuprofene per Bambini.



Gusto Arancia - 150 ml



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NUROFEN SCIROPPO ARANCIA 100 MG BAMBINI



Nurofen Sciroppo Arancia è un farmaco antinfiammatorio a base di Ibuprofene. Il suo utilizzo è indicato nei bambini.

I principi attivi presenti



Ibuprofene 100 mg per 5 ml.





Eccipienti



Polisorbato 80, glicerina, sciroppo di maltitolo, saccarina sodica, ac ido citrico, sodio citrato, gomma di xanthan, sodio cloruro, bromuro d i domifene, acqua depurata, aroma arancia.





Indicazioni Terapeutiche



Trattamento sintomatico della febbre e del dolore lieve o moderato.





Controndicazioni nell'utilizzo di Nurofen Sciroppo Bambini alla Arancia



Ipersensibilità all'ibuprofene o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Non utilizzare nei bambini di eta' inferiore a 3 mesi o di peso inferiore a 5,6 kg.

Non utilizzare in caso di estrema sensibilità all'acido acetilsalicilico o ad altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei (FANS), in particolare quando l'ipersensibilità e' associata a poliposi nasale e asma.

Ulcera in atto.

Grave insufficienza renale o epatica.

Severa insufficienza cardi aca.

Uso concomitante di FANS, compresi gli inibitori specifici d ella COX-2.





Posologia



La dose giornaliera e' strutturata in base al peso ed all'età del paziente.







  • Da 5,6 a 7 kg di peso corporeo (3-6 mesi): 2,5 ml

  • Da 7 a 10 kg (6-12 mesi): 2,5 ml

  • Da 10 a 15 kg di peso corporeo (1-3 anni): 5 ml

  • Da 15 a 20 kg, 4-6 anni: 7,5 ml

  • Da 20 a 28 kg (7-9 anni): 10 ml

  • Da 28 a 43 kg: 15 ml



Si consiglia un massimo di somministrazioni durante la giornata di 24 ore.

Come si utilizza Nurofen Sciroppo





  1. Agitare energicamente

  2. Il tappo si svista spingendolo prima verso il basso e tenendo premuta (sicura per bambini)

  3. Introdurre la siringa in dotazione all'interno della Bottiglia

  4. Capovolgere il flacone tenendo ferma la siringa e tirare lo stantuffo fino ad arrivare alla dose desiderata

  5. Riposizionare il flacone verticalmente

  6. Introdurre la punta della siringa nella bocca del bambino e spingere lo stantuffo delicatamente.

  7. Chiudere la bottiglia e lavare la siringa



Conservazione del prodotto



Nessuna particolare.



Gusto: Arancia





Avvertenze



Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

Evitare l'uso in concomitanza di FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2.

Gli analgesici , antipiretici, antinfiammatori non steroidei possono causare reazioni di ipersensibilità, potenzialmente gravi (reazioni anafilattoidi),  anche in soggetti non precedentemente esposti a questo tipo di farmaci.

Il rischio di reazioni di ipersensibilita' dopo assunzione di ibuprofene è maggiore nei soggetti che abbiano presentato tali reazioni dopo l'uso di altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroide i e nei soggetti con iperreattività bronchiale (asma), poliposi nasale o precedenti episodi di angioedema.

Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali.

I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali.

Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS.

Questi pazienti devono in iziare il trattamento con la piu' bassa dose disponibile.

L'uso concomitante di agenti protettori (es.

misoprostolo o inibitori di pompa pro tonica) deve essere considerato per questi pazienti ed anche per pazie nti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono au mentare il rischio di eventi gastrointestinali.

Pazienti con storia di tossicita' gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia g astrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento.

Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomit anti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinament o, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'aspirina.





Interazioni



Evitare l'uso contemporaneo di due o più analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei a causa di un possibile aumento del rischio di effetti indesiderati.

Corticosteroidi: aumento del rischio di ulc erazione o emorragia gastrointestinale.

Antibatterici: possibile aumen to del rischio di convulsioni indotte da chinolonici.

Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il war farin.

Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del



 

Effetti collaterali



Gli effetti indesiderati osservati con ibuprofene sono comuni agli altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei.

Raramente: reazioni anafilattoidi (orticaria con o senza angioedema), dispnea (da ostruzione laringea o da broncospasmo), shock, sindrome caratterizzata da dolore addominale, febbre, brividi, nausea e vomito; broncospasmo.

Gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastro intestinale.

Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorr agia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani.

Sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerati ve, esacerbazione di colite e morbo di Crohn.

Meno frequentemente sono state osservate gastriti.

Dolore epigastrico, pirosi gastrica.

I disturbi gastrici possono essere ridotti assumendo il farmaco a stomaco pieno.

Raramente: epatite, ittero, alterazione dei test della funzione epatica, pancreatite, duodenite, esofagite, sindrome epatorenale, necrosi epatica, insufficienza epatica.

Patologie del sistema nervoso e degli organi di senso: vertigine, cefalea, irritabilità, tinnito.

Raramente: depressione, insonnia, difficoltà di concentrazione, labilità e motiva, sonnolenza, meningite asettica, convulsioni, disturbi uditivi e visivi.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Raramente: broncospasmo, dispnea, apnea.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: reazioni bollose includenti sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica (molto raramente).

Eruzioni cutanee (anche di tipo maculopapulare), prurito.

Raramente: eruzioni vescicolo-bollose, orticaria, eritema multiforme, alopecia, dermatite esfoliativa, dermatite da fotosensibilità.

Patologie del sistema emolinfopoietico.

Molto raramente: neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia e molitica (possibile test di Coombs positivo), piastrinopenia (con o senza porpora), eosinofilia, riduzione di emoglobina ed ematocrito, pancitopenia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: riduzione dell' appetito.

Patologie cardiache e vascolari: edema, ipertensione e insufficienza cardiaca sono stati riportati in associazione al trattamento con FANS.

Ritenzione di fluidi (generalmente risponde prontamente all'interruzione del trattamento).

Molto raramente: accidenti cerebrovascolari, ipotensione, insufficienza cardiaca congestizia in soggetti con funzione cardiaca compromessa, palpitazioni.

Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specialmente ad alti dosaggi (2400 mg/die) e per trattamenti di lunga durata, può  essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es.

infarto del miocardio o ictus).

Patologie renali ed urinarie.

Molto raramente: insufficienza renale acuta nei soggetti con preesist ente significativa compromissione della funzione renale, necrosi papil lare, necrosi tubulare, glomerulonefrite, alterazione dei test della f unzione renale, poliuria, cistite, ematuria.

Disturbi del sistema immunitario: in pazienti con malattie auto-immuni preesistenti (ad es.

lupus eritematoso sistemico, malattie del sistema connettivo) sono stati segnalati casi singoli di sintomi di meningite asettica come tensione nucale, cefalea, nausea, vomito, febbre, disorientamento.

Raramente: secchezza degli occhi e della bocca, ulcere gengivali, rinite.



 

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO



Risulta  improbabile che soggetti di eta' inferiore a 12 anni vadano incontro a gravidanza, o allattino al seno.

Peraltro, in tali circostanze bisogna tenere presente le seguenti considerazioni.

L'inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e /o lo sviluppo embrio/fetale.

Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza.

Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1% fino a circa l'1,5%.

E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia .

Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale.

Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori d i sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale che puo' progredire a insufficienza renale con oligo-idroamnios.

La madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.





Formato:



150 ml

034102020
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